Archive for giugno, 2010

Cavallo di TroiaI Dirigenti Fiat, con l’appoggio degli industriali, hanno maldestramente donato, ai lavoratori di Pomigliano, “l’Accordo di Troia”, riuscendo a trarre in inganno quasi tutti i Sindacati tranne uno, la Fiom, che probabilmente ha letto l’Iliade. Un attacco senza precedenti per smantellare per sempre le tutele del mondo del lavoro. Dopo mesi di discussioni, i sindacati “gialli”, firmano un accordo capestro che non avrebbe firmato neanche un sindacalista degli anni ‘60, e per giustificare la loro buona azione indicono un referendum. Ai lavoratori quindi il cerino in mano, con un piccolo particolare: hanno la pistola puntata sulla tempia e devono scegliere tra il lavoro con un contratto che nega il diritto alla malattia o interdice il diritto allo sciopero e la disoccupazione. Con coraggio, il 36% di loro votano no all’accordo e riescono ugualmente, nonostante il ricatto, a dare una lezione ai sindacati gialli e a dare uno schiaffo all’arroganza, alle provocazioni ed alle strategie di Marchionne.

Nel frattempo si scatena la polemica politica, la quale mette in mostra ancora una volta il suo lato peggiore. Se da alcuni esponenti di destra è normale attendersi un atteggiamento pro “Industriali” e quindi a sfavore dei lavoratori, non è normale sentirsi ancora una volta traditi da alcuni esponenti di sinistra, che dimostrano di essere in totale confusione, abbozzando almeno sette posizioni differenti. Ma questo atto, pericoloso per tutti i lavoratori, svela l’attacco frontale che Confindustria sta portando avanti, approfittando della crisi, per colpire ad una ad una, in successione, tutte le categorie, compresa la nostra. La dimostrazione sta nella difficoltà a rinnovare il CCNL della Mobilità, nell’atteggiamento sfuggente e strumentale delle Associazioni datoriali Anav e Asstra. La dimostrazione sta nella situazione preoccupante nella quale hanno portato l’Atac, che alla fine del 2011, al termine del contratto di servizio “In-house”, senza una rapida inversione di tendenza, si presenterà piena di debiti, pesante ed ingolfata di risorse umane improduttive, e a pagare il conto, ancora una volta, saranno i lavoratori.


cercasi“Oggi 24 maggio, apro la busta paga di impiegato Atac e mi accorgo che alla voce straordinari mancano 10 ore, più o meno 100 euro: com’è possibile? Mi servivano per pagare una piccola rata e le analisi costosissime che avevo rimandato apposta…e ora cosa faccio?

Insomma vengo a scoprire che il Direttore del Personale ha dato disposizioni per pagare fino a 20 ore mensili di straordinario. Non discuto assolutamente questa decisione, che mi trova anche d’accordo, ma ho il diritto di essere informato? Queste dieci ore di straordinario in più che ho lavorato, visto che l’Azienda non mi ha impedito di farle, è legalmente possibile che non mi vengano corrisposte? Il Sindacato era informato? Se lo sapeva, perché non lo ha comunicato ai lavoratori? Hanno già cominciato ad applicare una specie di legge bavaglio di Berlusconi a prescindere? Per concludere, allegato, alla busta paga, ci è stato consegnato anche “Atac informa” anno 1 n. 1, e ho scoperto che esiste un Consigliere di Amministrazione di opposizione: il Dott. Carlini. Chi è? Non ho mai sentito o letto qualcosa da parte sua per denunciare la conduzione dell’Azienda diciamo “allegra”, su mancanza di autisti, manutenzioni in crisi, assunzioni di amministrativi, sul bando di 21 milioni di km che dovrebbero togliere parte del servizio ad Atac etc… Se il Sindacato e l’opposizione non danno informazioni, a chi mi devo rivolgere?”


Manovra finanziariaFinalmente abbiamo scoperto che la favola sulla ripresa economica e la solidità del Paese erano solo parole al vento e che la crisi non era affatto “alle” nostre spalle, anzi possiamo con certezza dire che sarà “sulle” nostre spalle. E’ arrivata l’ora dei sacrifici e la colpa è naturalmente nostra, di noi lavoratori e pensionati che abbiamo, secondo il Premier: “vissuto al di sopra delle nostre possibilità”, quindi è anche logico che la manovra “lacrime e sangue” colpisca i soliti noti, le categorie più deboli, i lavoratori e i pensionati, coloro che pagano le imposte alla fonte, senza possibilità di scampo. Una manovra di oltre 24 miliardi, necessaria per non finire come la Grecia, che bloccherà gli stipendi pubblici fino al 2013, che farà slittare dal 2011 le pensioni di vecchiaia di sei mesi, che taglierà risorse agli enti locali, i quali, e qui c’è il trucco, saranno costretti ad aumentare le tasse. Roma, per esempio non riceverà più i 500 milioni promessi, ma solo 300 e per capire meglio che incidenza avrà questa manovra sulle tasche dei romani, prendiamo uno studio elaborato dalla Cisl Roma che ha calcolato quanto peseranno gli incrementi tariffari. Un esborso che potrebbe toccare la cifra di 700 euro procapite, se partiamo dall’aumento dell’irpef comunale dello 0,4% (dallo 0,5 allo 0,9 che significa per un reddito di 25.000 euro un aumento da 150 a 270 euro), l’aumento della Tari, la tassa sui rifiuti, del 10% (tra i 30 e i 40 euro), il biglietto del bus che salirebbe a 1,20 euro (circa 80 euro), un nuovo pedaggio sulla Roma – Fiumicino, i caselli autostradali in entrata a Roma, poi i rincari possibili delle rette di asili nido e mense scolastiche, il sempre più probabile aumento dell’irpef regionale (dall’1,4 all’1,7 per un reddito di 25.000 euro un aumento da 350 a 425 euro), la cancellazione di alcuni servizi essenziali etc.. Insomma, se ci aggiungiamo anche, che la stangata in arrivo sulle Regioni, affosserà il TPL ed il nostro futuro, abbiamo un quadro completo sulle misure superficiali da due anni a questa parte, adottate dal Governo per affrontare la crisi. Forse hanno ragione i nostri amici europei a considerarci come il Paese che ha la classe politica delle più inefficienti, sperperatrici e corrotte del mondo, di essere il Paese degli evasori fiscali, dei truffatori, di essere il Paese delle mafie… e forse per questo, ci meritiamo questo pesante balzello che invece di colpire i grandi redditi, la ricchezza e l’evasione, colpisce il lavoro e quindi, come sempre, i ceti più deboli.


libertàAutisti privati della libertà? Detta così, può sembrare un paradosso, o un madornale errore ortografico. Invece si tratta di una semplice deduzione in virtù di un dato allarmante: gli autisti di Atac, hanno circa 96.000 giornate di ferie pregresse, per un valore, facendo i conti della serva, di 6 milioni e 720 mila euro, ed il dato continuerà a crescere in modo esponenziale. È ovvio che, per eliminare questa piaga, non sono stati sufficienti nè il penalizzante accordo sulla malattia (meno malati = più congedi), né il continuo accanimento sui dipendenti che usufruiscono della Legge 104,  che allattano etc.. Le ferie pregresse rimangono il tallone d’Achille dell’Azienda. Secondo alcuni tecnici questo dato starebbe ad indicare una mancanza di personale di guida di almeno 400 unità ed ecco che emerge, con prepotenza, la “privazione della libertà”, quindi l’impossibilità per l’autista di essere libero di decidere quando prendere un giorno di ferie per una visita medica, per festeggiare il compleanno del coniuge, dei figli, per portare la macchina dal meccanico, per stare a casa seduto sul divano a guardare la tv, per leggere un libro, per stare vicino ad un familiare ammalato, per andare a trovare i genitori lontani, per partecipare ad un matrimonio, ad una comunione, ad una festa di amici, per andare al mare, in montagna, per andare a trovare un cugino, i zii, i nonni, per cogliere le olive, l’uva, le castagne, per andare a caccia, a pesca….l’impossibilità di dire domani sono libero di…..(cosa molto facile, invece, per il personale amministrativo)!!!!

 

P.S.

A fronte di tutto ciò, circolano voci su come aumentare il carico di lavoro per gli autisti!


Come questa immagine, anche il nostro CCNL è un effetto ottico e si vedono tante linee d'ombra!!!

Come questa immagine, anche il nostro CCNL è un effetto ottico e si vedono tante linee d'ombra!!!

Tempo fa lo chiamammo: “Il Contratto dell’Immobilità”, oggi non possiamo che chiamarlo: “Il Contratto delle illusioni”. Solo questo nome può avere un contratto che doveva essere innovativo, che doveva ampliare la categoria dandogli quindi più forza contrattuale, che avrebbe finalmente limitato il consueto intervento dei Ministeri dei trasporti e del lavoro. Al contrario, da più di un anno (dalla firma del protocollo che ha definito solo la parte economica relativa al 2008), stiamo assistendo ad una vergognosa pantomima, utile solo alle aziende per ritardare l’accordo e impoverire la categoria degli autoferrotranvieri. Un gioco al rimbalzo al quale da anni assistiamo impotenti, condizionati dalla mancanza di risorse, dalla mancanza di un vero interesse da parte delle Istituzioni nei confronti del trasporto pubblico locale. Non soddisfatta di questa commedia e del rinvio dello sciopero di aprile causa vulcano islandese, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il 25 maggio, ordina il differimento anche dello sciopero del 27 maggio, costringendo di fatto, le OO.SS. a proclamarne uno nuovo per il giorno 24 giugno, annullando così, sia l’efficacia che l’interesse pubblico della vertenza in atto. Continuando di questo passo, quante sono le probabilità di sbloccare il negoziato e quali i tempi? Vorremo ricordare alle OO.SS., anche se siamo sicuri che non ce ne sia bisogno, che gli stipendi italiani (rapporto Eurispes) sono tra i più bassi dei paesi industrializzati (23esimi su 30) e che di conseguenza occorrerebbe un cambio di strategia. A fronte di una esplicita volontà da parte delle Associazioni datoriali di affossare il Contratto Nazionale e di un certo disinteresse da parte dei Ministeri del Trasporto e del Lavoro, diciamo che sarebbe opportuno per un periodo, accantonare il sistema concertativo per ritornare al più efficace rivendicativo. Ritorniamo al sindacato originale, con le assemblee nei posti di lavoro, spiegando dettagliatamente lo stato della vertenza, coinvolgendo i lavoratori nelle azioni da intraprendere e, visto che lo sciopero lo hanno reso quasi inefficace, ritorniamo allo stato di agitazione (quello vero, pianificato) azienda per azienda in tutta Italia; tanto per ricordare a qualcuno, Contratto della Mobilità a parte, che cosa è stata, che cosa è e che cosa sarà la categoria degli Autoferrotranvieri!


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