libertàAutisti privati della libertà? Detta così, può sembrare un paradosso, o un madornale errore ortografico. Invece si tratta di una semplice deduzione in virtù di un dato allarmante: gli autisti di Atac, hanno circa 96.000 giornate di ferie pregresse, per un valore, facendo i conti della serva, di 6 milioni e 720 mila euro, ed il dato continuerà a crescere in modo esponenziale. È ovvio che, per eliminare questa piaga, non sono stati sufficienti nè il penalizzante accordo sulla malattia (meno malati = più congedi), né il continuo accanimento sui dipendenti che usufruiscono della Legge 104,  che allattano etc.. Le ferie pregresse rimangono il tallone d’Achille dell’Azienda. Secondo alcuni tecnici questo dato starebbe ad indicare una mancanza di personale di guida di almeno 400 unità ed ecco che emerge, con prepotenza, la “privazione della libertà”, quindi l’impossibilità per l’autista di essere libero di decidere quando prendere un giorno di ferie per una visita medica, per festeggiare il compleanno del coniuge, dei figli, per portare la macchina dal meccanico, per stare a casa seduto sul divano a guardare la tv, per leggere un libro, per stare vicino ad un familiare ammalato, per andare a trovare i genitori lontani, per partecipare ad un matrimonio, ad una comunione, ad una festa di amici, per andare al mare, in montagna, per andare a trovare un cugino, i zii, i nonni, per cogliere le olive, l’uva, le castagne, per andare a caccia, a pesca….l’impossibilità di dire domani sono libero di…..(cosa molto facile, invece, per il personale amministrativo)!!!!

 

P.S.

A fronte di tutto ciò, circolano voci su come aumentare il carico di lavoro per gli autisti!



One Response to “Autisti privati della libertà!”


  1. argip59 Says:

    carissimo collega girando il web ho avuto modo di rendermi amaramente conto che la mia sicilia,terra “retrograda”considerata difficilmete civilizzabile alienata da un sistema di potere politico mafioso per antonomasia,non è unica a detenere il primato. Soprattutto mi sono reso conto di come la categoria dei ferrotranvieri in particolare i conducenti di linea di qualsiasi razza o regione stiano da sempre in mezzo alla merda oggetto degli sfoghi fisiologici di tutte le altre categorie che vi sopravvivono sopra. La tue parole descrivono perfettamente la mia condizione,e quella dei miei colleghi qui all’AMAT Palermo.Qui però l’O.E, oltre ad essere privato della libertà civile di potere vivere quei ritagli di tempo nella maniera che vuole,si è evoluto diventando sempre più ignorante, elevando il grado di sopportazione a livelli sempre più alti e non solo.Si sono geneticamente adattati sviluppando a dismisura il proprio apparato linguale al punto che sono in grado di leccare qualsiasi culo pur di avere concesso ciò che gli spetta di diritto;”la giornata di ferie”.Tutto il mondo è paese ma non sarebbe ora di cambiare sistema e prendere coscienza di quanto siamo determinanti e importanti per il servizio che svolgiamo?? Per il tempo che riusciamo a stare in salute, perchè appena inidoneo alla mansione d’istuto e dopo anche 26 o più anni, si limitano a tirare la cordicella del cesso dove ti riqualificano alla mansione di “stronzo che ha dato i migliori anni della vita per quattro dure monete senza avere mai riconosciuti in maniera concreta meriti e puerili diritti”.Scusa il mio modo di esprimere, con amarezza la condizione del conducente di linea.(Guarda l’orologio sei 30 secondi in ritardo alla partenza).P.s Qui intanto hanno cominciato a mettere in aspettativa senza retribuzione il personale inidoneo( vero e falso senza distinguo) con la benedizione di tutte le sigle sindacali e nella massima discrezione tanto che nessuno sa nulla e tuttti vivono ancora felici e contenti( a parte chi ha il muto da pagare e non sa come).ciao informiamociiiiiiii



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