Manovra finanziariaFinalmente abbiamo scoperto che la favola sulla ripresa economica e la solidità del Paese erano solo parole al vento e che la crisi non era affatto “alle” nostre spalle, anzi possiamo con certezza dire che sarà “sulle” nostre spalle. E’ arrivata l’ora dei sacrifici e la colpa è naturalmente nostra, di noi lavoratori e pensionati che abbiamo, secondo il Premier: “vissuto al di sopra delle nostre possibilità”, quindi è anche logico che la manovra “lacrime e sangue” colpisca i soliti noti, le categorie più deboli, i lavoratori e i pensionati, coloro che pagano le imposte alla fonte, senza possibilità di scampo. Una manovra di oltre 24 miliardi, necessaria per non finire come la Grecia, che bloccherà gli stipendi pubblici fino al 2013, che farà slittare dal 2011 le pensioni di vecchiaia di sei mesi, che taglierà risorse agli enti locali, i quali, e qui c’è il trucco, saranno costretti ad aumentare le tasse. Roma, per esempio non riceverà più i 500 milioni promessi, ma solo 300 e per capire meglio che incidenza avrà questa manovra sulle tasche dei romani, prendiamo uno studio elaborato dalla Cisl Roma che ha calcolato quanto peseranno gli incrementi tariffari. Un esborso che potrebbe toccare la cifra di 700 euro procapite, se partiamo dall’aumento dell’irpef comunale dello 0,4% (dallo 0,5 allo 0,9 che significa per un reddito di 25.000 euro un aumento da 150 a 270 euro), l’aumento della Tari, la tassa sui rifiuti, del 10% (tra i 30 e i 40 euro), il biglietto del bus che salirebbe a 1,20 euro (circa 80 euro), un nuovo pedaggio sulla Roma – Fiumicino, i caselli autostradali in entrata a Roma, poi i rincari possibili delle rette di asili nido e mense scolastiche, il sempre più probabile aumento dell’irpef regionale (dall’1,4 all’1,7 per un reddito di 25.000 euro un aumento da 350 a 425 euro), la cancellazione di alcuni servizi essenziali etc.. Insomma, se ci aggiungiamo anche, che la stangata in arrivo sulle Regioni, affosserà il TPL ed il nostro futuro, abbiamo un quadro completo sulle misure superficiali da due anni a questa parte, adottate dal Governo per affrontare la crisi. Forse hanno ragione i nostri amici europei a considerarci come il Paese che ha la classe politica delle più inefficienti, sperperatrici e corrotte del mondo, di essere il Paese degli evasori fiscali, dei truffatori, di essere il Paese delle mafie… e forse per questo, ci meritiamo questo pesante balzello che invece di colpire i grandi redditi, la ricchezza e l’evasione, colpisce il lavoro e quindi, come sempre, i ceti più deboli.



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